Photolux Festival

Metti un freddo sabato mattina di un novembre anticipo d’inverno: cosa si può fare a Lucca? Ci si rifugia nelle sale del Photolux Festival, la Biennale Internazionale di fotografia che anche per il 2015 torna a Lucca e fa sognare noi viaggiatori un po’ fotografi, e tutti gli amanti del fotoreportage.  
Il tema collante dell’edizione di quest’anno del
Photolux, che si svolge in diverse location del centro storico cittadino dal 21 novembre fino a domenica 13 dicembre, è #sacroeprofano, ovvero l’eterno dualismo che regola il mondo visto attraverso la lente della macchina fotografica.

Insieme a Chiara Ruberti, coordinatrice del Photolux Festival, abbiamo fatto una visita guidata ai padiglioni della ex – Cavallerizza, in Piazzale Verdi, e del World Press Photo. Le  7 mostre della Cavallerizza sono state la mia piacevole sorpresa per l’’edizione 2015.

In Resilients, la fotografa ivoriana Joana Choumali indaga, attraverso gli abiti tradizionali – un rituale che riporta alle origini –  il tema della riscoperta dell’identità e della tradizione da parte delle donne africane.

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France Keyser ha invece realizzato nel 2007-2008 (anticipando gli avvenimenti storici del futuro) un toccante reportage, Francais d’Islam, sul come ci si sente ad essere cittadini francesi e musulmani. Le fotografie a colori rappresenta la vita quotidiana della persona, mentre quelle in bianco e nero, scattate dopo la strage di Charlie Hebdo, fanno parlare i sentimenti e i pensieri interiori.

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Di Andres Serrano si è già detto tanto, perché è uno dei fotografi contemporanei più discussi, controversi e censurati a causa delle immagini che nascono da una riflessione sulla mercificazione della religione. Anche a Lucca vince la censura, infatti troviamo la serie Body Fluids e Immersions, che risalgono alla fine degli anni Ottanta, senza Piss Christ.

I am a Walè è il progetto di Francois Willocq sulle giovani madri di un’etnia del Congo, le Walè appunto: ciascuna immagine è la rappresentazione onirica della canzone che queste donne cantano alla fine dell’anno d’isolamento che devono osservare da tradizione alla nascita del primo figlio.

Ivo Saglietti e Enrico Rondoni partecipano al Photolux con due progetti vintage scattati in analogico, rispettivamente Sotto la tenda di Abramo, realizzato in un monastero siriano cattolico che è anche luogo d’incontro interreligioso, e Nel regno della Luce, testimonianza per immagini della festa del plenilunio d’agosto che si svolge sulle impervie montagne del Laddak, in cui si scena la lotta tra il bene e il male.

Tra tutte queste bellissime retrospettive, la mia preferita è quella dell’italiano Nicolò Degiorgis, Hidden Islam, nata prima come progetto fotografico in un libro e poi tramutato in esposizione. Garages, negozi, magazzini e vecchie fabbriche sono i luoghi utilizzati per la preghiera dai musulmani che abitano nel Nord-Est dell’Italia. Degiorgis mi ha trasmesso uno sguardo affascinante su questo mondo ancora poco conosciuto, uno sguardo grigio dall’esterno che si accende di colore,di vita e di fede all’interno.

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Nella suggestiva Chiesa dei Servi troviamo il World Press Photo 2015, la mostra itinerante delle migliori fotografie di fotogiornalismo che per questa edizione è particolarmente ricca di italiani, con ben 9 fotografi premiati (la maggior parte poco più che trentenni). Un numero significativo di immagini è legato a tragedie del nostro tempo e a storie umane di ordinaria follia.

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Nella medesima cornice del World Presso Photo, merita la visita anche la simpatica serie di ritratti Wilder Mann, scattata da Charles Fregér, dedicata ai riti e rituali ancestrali nei paesi d’Europa. L’abito della festa pagana diventa maschera grottesca, mostro da incubo o travestimento buffo, a seconda della tradizione.

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Photolux 2015: biglietti e orari

lunedì – venerdì: 15 – 19.30 
sabato e domenica: 10-19.30

Biglietto Photolux 22€ 
Cavallerizza 10 € 
World Press Photo 8 €

 

Foto e post di Benedetta Romani

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