Cucina Kenyota

In questi giorni c’è tornato in mente il Kenya. Il mal d’Africa non ci abbandona mai, ma stavolta vogliamo farvi venire l’acquolina in bocca parlando della cucina kenyota. La tradizione culinaria di questo paese attinge da ingredienti semplici e offre pietanze saporite ma non esageratamente speziate. I piatti tipici del Kenya non sono moltissimi, ma questo anche perché per tradizione ogni tribù rielabora ricette ed abbinamenti, predilige alcuni ingredienti piuttosto che altri.

Pranzo al Parco Marino Malindi

 

Avendo vissuto un mese e mezzo sulla costa del Kenya, spesso ci siamo preparati i pranzi e le cene in casa, utilizzando verdure locali che compravamo quasi quotidianamente al mercato.

Complici i frequenti blackout, non potevamo tenere in frigo molte scorte e per due mesi abbiamo fatto a meno del congelatore. I benefici sull’umore e sul benessere fisico li abbiamo notati quasi subito, ma non ci siamo fatti mancare diversi pasti fuori casa, perché la cucina kenyota è squisita (chiedetelo ad Alessandro, che dopo due mesi di cucina indiana rischiava di impazzire).

Il Kenya, in quanto ex colonia, è stato fortemente influenzato nei secoli: alcuni gusti, metodi di cottura e presentazione dei cibi sono stati influenzati dagli indiani, arabi, europei e pakistani così come altri paesi occidentali.

Uno dei vantaggi innegabili della cucina kenyota è che è adatta a tutti, anche ai più piccoli, proprio perché non è eccessivamente speziata e gli ingredienti maggiormente utilizzati sono semplici:

Ugali: la polenta

In realtà ci sono molti altri modi per chiamare la polenta kenyota fatta proprio con farina di mais e acqua, ma il nome più diffuso è la parola swahili “Ugali“. Come si differenzia dalla nostra polenta? La polenta in Kenya è senza sale ed è macinata più finemente.

Ugali by Tania Zapata
Foto di Tania Zapata

 

Mchele: riso

Profumato e fine è un ottimo ingrediente che accompagna tantissimi piatti. Una delle ricette più tradizionali e care al Kenya è il riso al cocco (wali wa nazi), buonissimo.

Nyama: carne

Principalmente viene cucinato il pollo (kuku) e la mucca, bollito e in umido, ma anche alla griglia. Si possono trovare anche il montone, la capra e la pecora, ma solitamente le popolazioni costiere ne fanno minor uso.

Samaki: pesce

In casa i kenyoti prediligono il pesce bollito o in umido, ma mangiando fuori è molto più probabile trovarlo fritto o grigliato.

pesce fritto kenya

Mboga: verdure

Una delle verdure più tipiche del Kenya, in particolare della tribù Giriama, è una varietà di cavolo a foglia, chiamata “Sukuma Wiki” che tradotto letteralmente significa “spingere la settimana” ovvero “arrivare a fine settimana” ed è chiamata così perché questa verdura si trova molto facilmente nei campi senza grandi sforzi ed ha sempre permesso alle popolazioni di sfamarsi anche nei periodi più difficili dell’anno per i raccolti.

Un’altra verdura molto utilizzata nella cucina kenyota è la Mchicha, che ricorda la nostra cicoria, poi vengono utilizzati principalmente patate e cavoli.

Sukuma Wiki by Peter Steward
Foto di Peter Steward

 

Maharage o Maharagwe: fagioli

Anche i legumi sono presenti nella cucina del Kenya, è c’è anche un fagiolo nero tipico della tribù Kikuyu, chiamato Njahi.

Matunda: frutta

Sospiro maliconico: la frutta in Kenya è buonissima. Troverete sostenzialmente di tutto, ma di tipico potete trovare il Matomoko, uno strano frutto che abbiamo trovato anche nelle piantagioni di tè del Kerala e il cui sapore ricorda la nostra pera, centinaia di banane diverse, mango, papaya, passion fruit, ananas e cocco. Davanti al nostro appartamento raccoglievamo quasi un cocco al giorno, giganteschi peraltro. Inutile dirvi che erano super gustosi.

Matomoko

Piatti tipici del Kenya

Per scrivere questo post è stato necessario chiedere un aiuto a una amica torinese che ormai ha il Kenya nelle vene. Abbiamo conosciuto Francesca Sciascia, fondatrice assieme al marito kenyota Jimmy dell’agenzia Sognando il Kenya, proprio durante il periodo a Malindi, è stata prima di tutto una amica e poi una guida d’eccezione (con lei abbiamo fatto diverse escursioni). Ho chiesto il suo supporto per evitare figuracce, ma ora è arrivato il momento di leccarsi i baffi con questi piatti tipici:

Nyama Choma

È la carne alla griglia. Il Mbuzi Choma capra o di pecora. Mentre il pollo alla griglia si chiama Kuku Choma.

Giteri

Fagioli e mais in umido a volte accompagnato da spezzatino di cane e verdura. Con circa €1,50 siete sistemati per il pranzo.

Marhagwe Ya Nazi

Fagioli al cocco. Tipico piatto giriama da mangiare con riso o chapati.

Pilau kenyota

Il riso pilau con stufato di carne è uno dei piatti più tipici del Kenya ed è quello che accompagna le feste e le ricorrenze importanti. Il Biriyani (bianco, giallo o arancione) è un’altra forma di riso speziato che è un popolare lungo la costa kenyota, accompagnato da carne o pesce al sugo.

Chapati

Chiaramente la sua diffusione è dovuta alla presenza della popolazione indiana. Il Chapati in stile kenyota è realizzato con un impasto di farina che viene avvolto in una bobina prima di essere rotolato in un cerchio rotondo piatta. L’impasto viene poi fritto in una padella accompagnato da abbondante olio in modo che diventi croccante sui bordi, ma rimane umida e pastosa all’interno. piadina keniota da mangiare con fagioli, verdura, zuppe.

Matoke

È un piatto che originariamente arriva dall’Uganda, anche se è disponibile e popolare in Kenya. Le banane vengono cotte in una pentola con un po’ di olio, pomodori, cipolle, aglio, peperoncino, carne (opzionale) e succo di limone. Le banane vengono cotte fino a quando non diventano morbide e cominciano a formare una salsa densa, amalgamandosi con gli altri ingredienti. Il risultato è un piatto delizioso che ricorda più le patate bollite che le banane come le conosciamo noi. Sono eccellenti da mangiare con il riso, ugali o chapati. Il matoke è un piatto ottimo, sostanzioso ed economico!

Matoke By Nicola Swann
Foto di Nicola Swann

 

Samaki wa kukaanga

Pesce fritto accompagnato da polenta e verdure.

Viazi Karai

Sono piccoli tocchetti di patata, fritti in pastella e conditi con una salsa chili. Il tipico colore arancione è dato dal colorante naturale. Questo è uno degli street food più famosi e viene preparato dalle donne verso il tramonto, lungo le strade dei villaggi nel bush ed è servito con salsa piccante.

Mandazi

Panzerotti semi dolci che di solito si usano per far colazione.

Kaimati

Si tratta di una ricetta tradizionale Swahili e può essere consumato a colazione o come dessert classico. I kaimati sono deliziosi polpette fatte con farina e yogurt naturale e sono ricoperte di zucchero a velo o leggermente imbevute nello sciroppo di zucchero.

Halwa

Questo dolce paurosamente dolce non è facilissimo da preparare e richiede la farina di tapioca (è un vegetale derivato dal tubero della cassava) a Malindi lo vende solo un negozietto lo vende.. se volete sapere quale dovete chiedere a Francesca Sciascia.

Mandazi by Maureen Didde
Foto di Maureen Didde

 

Birra in Kenya

Il Kenya produce una vasta gamma di birre di stili diversi, tra cui birre tradizionali e lager, in stile occidentale e Pilsner.

La birra Tusker, prodotta da East African Breweries, è la birra per eccellenza in Kenya ed è nota per il suo slogan: «La mia Birra mio paese».

Tusker Kenya by Marc
Foto di Marc

 

Quanto costa mangiare in Kenya?

Sostanzialmente pochissimo. Per un piatto di pesce fritto condito poi con pomodoro, sukuma e chapati aspettatevi di tirar fuori… 2-3€

Se vi affidate a chioschi e veri locali african style potete spendere anche anche meno di 2 euro a pietanza (polenta, riso, fagioli, verdura, chapati, carne, pesce), se invece preferite mangiare local ma in piccoli ristoranti ed osterie, allora il prezzo medio si alza a 3 euro a pietanza. Se andate nei (tanti) ristoranti italiani allora i prezzi sono più vicini a quelli italiani (anche se la pizza margherita è possibile trovarla anche a 4 -5 euro). Anche per le bibite il prezzo varia sensibilmente a seconda del locale in cui l’acquistate: ad esempio una lattina di coca cola il prezzo va dai 25 centesimi nei posti dove si servono la popolazione locali a €1 nei bar italiani

Vegetariani in Kenya

Come avrete visto ci sono diverse opzioni per i vegetariani, ma non essendo vegetariana in prima persona mi sembra giusto segnalare l’esperienza di diretta di un’altra viaggiatrice: “Lettera di un lettore: una vegetariana in Kenya – è possibile?” (post in inglese).

Commenti

    1. Autore
      del Post
  1. cinzia

    Bravi ragazzi….mi è piaciuto come avete raccontato il “vostro” Kenya!!!
    Amo questa terra, la amo per tutto quello che ti regala, a me anche un marito Kenyota.
    Il Mal d’Africa è una parola abusata, stra abusata, ma al momento nn conosco parola migliore per sostituirla.
    Emozioni uniche…….

    1. Autore
      del Post
      100days

      Ciao Cinzia!
      Grazie mille 🙂 per me (Kinzica) è stata davvero una scoperta, prima ero tutta rivolta verso l’Asia, ma dopo aver vissuto in Kenya le priorità sono cambiate. Abitate là o siete in Italia? Noi ora cercheremo di visitare un po’ altri paesi per avere una idea più ampia dell’Africa, ma in futuro torneremo sicuramente in Kenya!

  2. Francesca Sciascia

    Che bei ricordi ragazzi!!
    Speriamo che torniate presto a trovarci..il Kenya vi aspetta! E se qualcuno di voi vuole vivere una vera esperienza africana noi siamo prontissimi ad accompagnarlo attraverso questa meravigliosa terra tra natura, cultura e naturalmente buon cibo 🙂
    Stiamo aggiornando il sito ma potete contattarci via mail a questo indirizzo frakenya@gmail.com
    Sognando il Kenya vi aspetta!

    1. Autore
      del Post
      100days

      Francesca che dire? Non sono stata mai così tanto malata nella mia vita (fisicamente) e così felice e in pace con il mondo (spiritualmente) come lo sono stata in Kenya… chi lo avrebbe mai detto? Io non ero nemmeno tanto ispirata ad andare in Africa e invece…
      Ora faremo un po’ di giri “giù, su e a destra” per conoscere meglio Mama Africa, ma ritorneremo al “nostro nido”. Un abbraccio forte e spero di vederti presto a Torino ;D

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