Un viaggio a New York, il sogno di una vita. Dopo mesi di stage sottopagati e sacrifici, riesco finalmente ad accumulare una cifra accettabile che mi permetterà di partire. Contatto i miei due migliori amici che stranamente non sono al verde e riusciamo, senza troppa fatica, a trovare un periodo di partenza che vada bene a tutti. Incredibile congiuntura astrale!
Il gruppo dei fantastici tre è composto dall’Organizzatrice affetta da smania di controllo, dall’Ansioso che non ha mai viaggiato e dalla “Sopportatrice” accondiscendente. Vi lascio immaginare quale dei tre personaggi sia io. Una volta trovato l’appartamento centralissimo appartenente a un improbabile uomo d’affari dal nome francese e dal cognome ispanico, penso che il grosso dell’organizzazione pre-partenza sia fatto. E invece no.
L’Organizzatrice con la smania di controllo ci manda continue e-mail per ricordarci che prima di partire per un viaggio a New York bisogna fare questo famigerato ESTA, che altro non è che una specie di visto online che si fa su un sito americano (tradotto anche in italiano). Per ottenerlo basta rispondere a sei pagine di domande del tipo “Hai mai rapito un bambino per poi rivenderlo al mercato nero?”. Ecco proprio delle domandine così, semplici, semplici. Il tutto si conclude con il pagamento di una tassa di circa 14 dollari (all’incirca una decina di euro).
Inoltre, sempre la cara Organizzatrice ci ricorda che in altri viaggi negli States le sono stati smarriti i bagagli 4 volte (sì, è una grande viaggiatrice) e quindi ci costringe a fare un’assicurazione per il viaggio. L’Ansioso, avendo paura anche della sua stessa ombra, accetta senza battere ciglio e a me non resta che seguire la volontà degli altri. Tra le varie assicurazioni che esistono sul web, la lady di ferro ci consiglia di fare l’Assicurazione per gli USA di Travel Guard, che a detta sua, l’ha salvata in parecchie situazioni (come, appunto, lo smarrimento dei bagagli) e che, tra l’altro, sembra avere un ottimo rapporto qualità-prezzo. Bene, tutto è pronto, finalmente si parte.

Uno dei ricordi più vividi che ho di questa vacanza è stata la coppia di giapponesi che si sposano a Central Park. Vedere una scena così dopo essere stata appena mollata dal mio ragazzo, mi ha fatto venire voglia di mangiare gelato affogato nello sciroppo al cioccolato davanti alla tv, magari ascoltando una canzone di Justin Bieber.
Scherzi a parte, è stata una settimana indimenticabile passata tra spettacoli di Broadway, passeggiata sul ponte di Brooklyn, cheesecake da Serendipity, visite nei luoghi dei nostri film preferiti, quantità industriali di carboidrati complessi e proteine, incontri inaspettati con artisti di strada pieni di talento e star della tv che si fanno la foto con te con l’umiltà di un perfetti sconosciuti. Insomma, senza scendere nel luogo comune, New York è davvero una città poliedrica dove oltre ai luoghi cult c’è molto altro da scoprire. Un viaggio da rifare!







Commenti
Via, mi devo decidere, una visita nella città più famosa del quasi ex grande impero, va assolutamente organizzata.