La scelta di un viaggio in Arabia Saudita, lo ammetto, è stata in parte casuale.
La destinazione iniziale era un più scontato, seppur affascinante, Oman.
Il vero incipit, però, era un altro.
Dopo un’estate troppo breve, come spesso accade, avevo il timore di non sopravvivere alla solita depressione invernale.
Il 2025 ha battuto ogni record precedente e probabilmente si porterà a casa anche lo scettro di anno più caldo di sempre. Eppure, dalle mie parti, l’estate piena, fatta di giornate infinite al mare e bagni fuori stagione, non si è praticamente vista. Così quest’anno ho deciso di interrompere la serie annuale di ferie invernali in Svizzera con un viaggio al caldo. Come sempre, ho iniziato valutando i voli su Skyscanner. Quelli per l’Oman, però, erano piuttosto cari. Ed è qui che è entrata in gioco la mia opzione preferita per cercare un volo: destinazione “Ovunque”, purché non mi costi un rene.
Tra le prime mete extraeuropee e fuori dal Mediterraneo è spuntata l’Arabia Saudita.
Perché ho scelto l’Arabia Saudita
A convincermi a partire per un viaggio in Arabia Saudita, al di là del costo accessibile dei voli, è stata una combinazione di fattori meno immediati e più istintivi.
Era un paese di cui sapevo poco, se non attraverso una narrazione semplificata e polarizzata. Proprio per questo mi incuriosiva: non sembrava una destinazione “facile”, né particolarmente inflazionata, e non sembrava pensata per rassicurare il viaggiatore occidentale. Non c’erano immagini abusate, itinerari standardizzati o aspettative già scritte.

Mi attirava l’idea di muovermi in un luogo ancora poco turistico, dove il viaggio non è completamente mediato da strutture e servizi pensati per chi arriva da fuori. Un posto che richiede un minimo di adattamento, di osservazione, di ascolto.
Sapevo che non sarebbe stato un viaggio comodo nel senso classico del termine, ma intuivo che avrebbe offerto spazio all’esperienza, più che al consumo di cose già trite e ritrite.
In quel momento cercavo proprio questo: un altrove caldo, sì, ma anche mentalmente diverso. Un paese che non assomigliasse a quelli già visti, e che mi obbligasse a rallentare il giudizio, a sospendere le certezze, ad arrivare senza risposte pronte.

Il visto per l’Arabia Saudita: semplice, ma da non sottovalutare
Per entrare in Arabia Saudita è necessario un visto turistico, che per molte nazionalità europee, inclusa quella italiana, può essere richiesto online al sito ufficiale visa.visitsaudi.com. La procedura dell’e-visa è piuttosto semplice e veloce, ma va comunque fatta con attenzione e un minimo di anticipo.
Il visto consente l’ingresso per turismo e permette di spostarsi liberamente nel paese. Ci sono diverse tipologie e quella per l’ingresso singolo costa €35 euro mentre per ingressi multipli, durante il periodo di validità (90 giorni), costa circa €114. Al momento dell’arrivo vengono controllati passaporto e visto, mentre per il resto l’ingresso risulta sorprendentemente fluido.
Il mio consiglio è di non ridursi all’ultimo momento anche se a noi il visto è arrivato pochi minuti dopo averlo richiesto online. Arriva per e-mail in un allegato.
Noleggio auto in Arabia Saudita
Prima del viaggio in Arabia Saudita ci siamo informati sulle varie compagnie di noleggio auto. Key è una di quelle compagnie di noleggio di cui i turisti parlano più spesso in modo positivo. Non saprei dire se sia la più economica in assoluto o se i prezzi in filiale siano sempre allineati a quelli online, ma la nostra esperienza è stata buona: il processo di noleggio è stato piuttosto rapido, considerando che ci siamo presentati senza alcuna prenotazione.
Ci sono stati richiesti passaporto, visto e patente italiana. La compagnia offre anche due ore di tolleranza rispetto alle 24 canoniche: la prima gratuita, la seconda a pagamento con scatti orari. Oltre, si paga un’intera giornata.
Al banco lavorano due dipendenti. Credo siamo stati fortunati a capitare con quello più gentile e accogliente: fa una grande differenza nell’esperienza complessiva, soprattutto quando ci si muove in un paese così diverso dal proprio.
Se potessi, suggerirei alla compagnia di spiegare meglio ai turisti tutti i dettagli del contratto e delle condizioni di noleggio. Alcune informazioni, come lo stato dell’auto, arrivano via e-mail e non vengono sempre comunicate chiaramente al momento della consegna.
Ecco tutti i miei consigli pratici divisi per categorie
Hotel e strutture ricettive
- Negli hotel spesso viene fornito un solo asciugamano a persona; se ne servono altri, vanno richiesti.
- La pulizia della stanza non è sempre automatica: spesso viene effettuata solo su richiesta.
- Anche la carta igienica può essere centellinata e va eventualmente chiesta alla reception.
- Il nostro hotel preferito è stato sicuramente Clouds Hotel alla Medina (abbiamo pagato 130 euro per una notte, ma una delle più bei hotel della mia vita, con il materasso più comodo mai provato).
- Ad Al Ula è l’unico posto dove siamo stati un po’ fregati: abbiamo alloggiato in una struttura fatiscente, che su Google Maps sembrava un’altra (ed era oggettivamente altrove). Oppure abbiamo dormito in un alloggio tipo B&B a prezzi esorbitanti. Inizialmente avevamo prenotato una struttura tipo agriturismo in una azienda che coltivava arance, ma appena arrivati ci hanno fatto sapere che non avremmo potuto allogiare lì perché la struttura era stata chiusa dal governo. Preparatevi a spendere tanto, prenotare con molto anticipo e comunque rischiare imprevisti.

Strade, guida e noleggio auto
- Le strade urbane e le autostrade sono generalmente nuove e ben tenute, spesso migliori di quelle italiane.
- Fuori dalle rotte più turistiche, in rari casi, il fondo stradale può essere rovinato.

- Sono molto frequenti dossi rallentatori, a volte poco visibili: di solito sono segnalati da cartelli o da file di sassi disposti perpendicolarmente alla strada.
- All’ingresso e all’uscita delle grandi città sono presenti checkpoint di polizia. È sufficiente rallentare; non fermano tutti i veicoli.
- Gli autovelox sono numerosi, poco segnalati e non sempre indicati su Google Maps. Sembrano spesso finti, ma sono funzionanti e dotati di ventole per resistere alle alte temperature.
- Se possibile, scegliete un’auto con Cruise Control: le strade sono spesso a tre corsie, con limiti tra 110 e 140 km/h, e percorrere lunghi tratti diventa molto più rilassante. Noi purtroppo non abbiamo verificato che il nostro mezzo disponesse di questa dotazione al momento del noleggio,.
- Consiglio fortemente di noleggiare un piccolo SUV per un viaggio in Arabia Saudita se si intende viaggiare fuori dai centri urbani o su strade sterrate (ad esempio verso Al Ula o Wadi Disah). Non serve un mezzo da off-road estremo, ma un’auto più alta fa la differenza.
- I segnali stradali con gli animali a cui fare attenzione sono attendibili, non come da noi che servono genericamente a segnalare passaggi sporadici di animali selvatici.

Se trovi un cartello in cui si diffida da dare da mangiare alle scimmie, rispettatelo!
Connessione, SIM e tecnologia
- Per un viaggio itinerante è fortemente consigliata una SIM fisica.
Le eSIM funzionano bene nelle città, ma hanno copertura limitata fuori dai centri urbani. - Una SIM con piano chiamate è utile anche per creare account su app locali di taxi, prenotazioni e food delivery.
- Scaricare la tastiera in arabo facilita molto la comunicazione tramite Google Translate anche in offline.

Cultura, usi e sicurezza
- L’accoglienza è quasi sempre accompagnata da caffè saudita e datteri, spesso offerti anche nei ristoranti.
- Il velo non è obbligatorio per le turiste. A Gedda si vedono molte donne senza velo; nei paesi più piccoli, però, un’abaya è più consona e aiuta a non attirare attenzioni inutili. Io ho sempre indossato il velo perché credo che certe battaglie politiche e culturali si debbano sostenere in altri modi e tempi, non quando si va a visitare un paese con abitudini molto lontane da noi.

- Il paese appare molto sicuro e i turisti raramente subiscono truffe. Talvolta i prezzi vengono “alzati a sensazione”, ma è possibile contrattare.
- I piccoli casotti lungo le strade sono spesso moschee; talvolta sono dotati di bagni alla turca, spartani ma utilissimi.

Al Ula e Wadi Al-Disah: consigli pratici
- Per visitare Wadi Al-Disah è utile un mezzo adatto, ma non è indispensabile entrare con la propria auto: all’ingresso delle gole si trovano facilmente persone che offrono passaggi a 200-300 riyal.
- Per Al Ula è fondamentale prenotare con largo anticipo i seguenti siti e l’app ufficiale Experience Al Ula è molto comoda per gestire tutto:
- Hegra
- Maraya
- Dadan & Jabal Ikmah Day Tour
- A Hegra, la luce del mattino è generalmente più morbida, ma la tomba di Lihyan (la più iconica) rimane in controluce: per fotografarla al meglio conviene prenotare l’ultimo slot della giornata, prima del tramonto.
- Al momento le strutture ad Al Ula sono poche e costose: è difficile trovare alloggi sotto i 500 SAR, anche per sistemazioni molto semplici ma tutti i soldi e la fatica ne valgono la pena!

Sistemazioni rurali e “agriturismi”
- Su Google Maps si trovano molte strutture rurali e aziende agricole che offrono alloggio.
- Spesso sono gestite da persone che non parlano inglese e non utilizzano nomi in caratteri latini. Provate comunque a fermarvi per chiedere informazioni e prima di accettare visionate bene l’alloggio proposto
- È indispensabile, quindi, usare un traduttore, preparare frasi salvate o stampate e, se possibile, contattare via WhatsApp o telefono (meglio se si conosce l’arabo).
- Le strutture sono spesso piccoli paradisi, ma la vera difficoltà è trovarle e prenotarle.

Considerazioni finali
Ripensando a questo viaggio, la sensazione più forte è quella di aver attraversato un paese complesso, lontano dalle semplificazioni, che non si lascia afferrare tutto insieme.
L’Arabia Saudita è una destinazione più “facile” di quel che sembri e per me è stata immediatamente seducente, per questo sono venuta via con la voglia di tornarci.

È stata un’esperienza fatta di strade lunghissime, stupore (non sempre positivo), accoglienza e momenti di meraviglia pura. Un viaggio che mi ha restituito molto più di quanto immaginassi alla partenza.
Il viaggio in Arabia Saudita on the road mi ha ricordato quanto ami l’avventura e il fai da te, e quanto sia importante per me scegliere destinazioni che ti obblighino ad uscire dall’ordinario e comunque che possano offrire tanti spazi aperti e naturali, anche se aridi e immensamente grandi da attraversare.

Se stai pensando all’Arabia Saudita come possibile destinazione, o se ti incuriosisce ma ti lascia ancora perplesso/a, sono curiosa di sapere cosa ti frena o cosa ti attira di più.
Infine ecco qui la mia raccolta di posti su Google Maps.
إلى اللقاء
(Illa liqaa)
See you soon, Saudi Arabia.




