Sono ormai secoli che il fiume Yamuna ha mutato il suo corso, lasciando spazio ad un parco dove oggi vengono commemorati i moderni eroi Indiani.
Già percorrendo la Moahatma Gandhi Road, la strada che porta al parco, ci rendiamo conto che si respira un aria particolare, siamo in novembre ed in questo periodo le scuole sono chiuse, ma organizzano gite culturali, ci sono infatti più di cinquanta bus parcheggiati, alcuni appena arrivati ancora colmi di bambini sorridenti.
Basta uno solo di quei sorrisi per mettere di buon umore chi ha il piacere di incrociare il loro sguardo, immaginatevi lo spettacolo che ci siamo trovati di fronte quando appena varcata l’entrata del parco: eravamo immersi in un fiume di bambini, tutti in uniforme scolastica e tutti diretti al Raj Ghat, dove una piattaforma segna il punto dove Gandhi fu cremato in seguito al suo assassinio del 30 gennaio 1948. Camminando per questo ampia e curata oasi di pace è possibile ripercorrere la storia moderna dell’India, troviamo infatti il Vir Bhumi, monumento dedicato a Rajiv Gandhi, proseguendo incontriamo il monumento dedicato a suo fratello Sanjay. La madre Indira ed il padre, primo capo del governo, Nehru, invece furono cremati al Shanti Ghat. Infine spingendosi fino al Vijay Ghat si può godere di un incantevole vista, il monumento è dedicato al secondo capo di governo indiano Shashtri.
Quello che colpisce passo dopo passo in questo luogo di memoria, che scandisce fatti storici tragici, è la contrapposta sensazione di pace e tranquillità, proprio come avrebbero forse voluto i personaggi a cui questo memoriale è dedicato.
Tra i tesori che riposano nello spazio regalato dal vecchio corso del fiume c’è il Mausoleo di Humayun, o Humayun’s Tomb.
Questa tappa era doverosa, perché questo monumentale luogo di sepoltura è il precursore del Taj Mahal. Fu infatti costruito nel 1565 dalla vedova dell’imperatore Humayun ed è appunto la prima grande tomba giardino della dinastia Mughal. Colpisce l’imponenza di tale costruzione, l’architettura impressiona così come la sua geometria, e ci siamo chiesti che effetto ci farà vedere invece il Taj, che è decisamente più grande. Per entrare abbiamo pagato 250 Rupie; durante la passeggiata per raggiungere le tombe siamo stati intrattenuti da una guardia della sicurezza che ci ha spiegato la storia del luogo… è difficile, ma cercate di evitare di parlare con gli indiani in questi luoghi, si avvicinano con modi carini e danno l’impressione di voler scambiare due parole, ma vi chiederanno sempre almeno 50 Rupie di mancia. Avendoci circuito a tradimento abbiamo deciso di lasciargli solo 30.
Decisamente più moderno, ma ugualmente interessante è il Lotus Temple, l’architettura ricorda quella della Sidney Opera House. Non si paga nessun ticket di entrata, ma richiede pazienza perché viene visitato da molti indiani. Un corridoio di mattoni rossi percorre il prato in cui si trova il tempio, giunti alla fine è possibile ritirare una sacca di iuta, servirà per riporci le proprie scarpe (ricordate che nei templi si entra sempre scalzi). Una volta raggiunta l’entrata vi verrà spiegato in inglese ed in hindi come comportarvi, come disporvi in fila e qualche cenno storico. Non appena dal tempio usciranno i visitatori entrati prima di voi, verrete invitati ad entrare e a sedervi, in religioso silenzio potrete godere dello spettacolo architettonico. Dopo dieci minuti arriva il momento di lasciare posto ai prossimi visitatori.
Un po’ fuori dalla città si trova Swaminarayan Akshardham, un complesso dal nome tanto impronunciabile quanto spettacolare. Valgono davvero la pena le 250 Rupie pagate all’entrata, dovrete fidarvi perché all’interno non è possibile fare foto, ma il nostro consiglio è di non perdervelo!
(link alla ricerca google per immagini)
Questo monumento spirituale è stato edificato in tributo a Bhagwan Swaminarayan, importante guida culturale indiana. L’imponenza e l’eleganza fanno da padroni, ogni centimetro delle mura di ogni edificio è cesellato. Sono presenti migliaia di sculture (20.000 soltanto nel monumento Akshardham), tutte scolpite su pietra arenaria rossa e marmo bianco. Sono presenti vari giardini, tra cui uno a forma di Loto, e all’interno si tengono numerose mostre e spettacoli, il tutto immerso in un oasi di pace di circa 100 acri. Ovunque posi lo sguardo rimani incantato, ogni raffigurazione rappresenta piacere per gli occhi ma anche per lo spirito, perché ogni immagine è un insegnamento di vita, un insegnamento di pace. Ti senti immerso nella storia dell’India, poi apri il libretto che ti è stato consegnato all’entrata e scopri che tutto questo è stato costruito in 5 anni da migliaia di volontari, inaugurato il 6 novembre 2005… indubbiamente rimani spiazzato!
Tutto quello che ti circonda sembra saggezza di altri tempi, ma è proprio questo il suo scopo, celebrare al giorno d’oggi valori antichi che non debbono andare persi, come quelli dell’umiltà e fratellanza.
Abbiamo concluso il nostro tour di New Delhi passeggiando sulla Shanti Path, in questa strada si trovano tutte le ambasciate e tutti gli edifici governativi, la zona è molto diversa dalla trafficata ed inquinata Old Delhi, qui l’aria è più respirabile e tutto intorno c’è una lussureggiante vegetazione. Lungo la strada facciamo il primo incontro con le scimmie, per poi ritrovarle nel parco di fronte alla residenza del Presidente, un magnifico edificio che nasconde sul retro una foresta.
E’ stato fantastico ritrovarsi all’India Gate sull’ora del tramonto, l’arco si staglia nel rossore del cielo, a commemorazione delle novantamila vittime indiane che persero la vita nella prima guerra mondiale.
Tutto intorno invece si celebra la vita, turisti, residenti, banchetti e mercatini animano, come al solito freneticamente, il cuore di Delhi.











Commenti
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Bellissime immagini! Come procede il viaggio? Sono passate due settimane ormai… è come ve lo aspettavate? Grazie x i vostri bei post indiani… continuate così! 🙂
Silvia
del Post
Ciao Silvia! Scusa se ti rispondiamo solo adesso! Ora siamo a Varanasi, l’ultima tappa del Nord. Ti scrivo dal tetto di un edificio, circondati da scimmie e aquiloni, fatti volare dai bambini sui tetti delle loro case (che qui sono piani e vivibili!). Domani sera abbiamo il volo per Trivandrum, la capitale dello stato federale del Kerala, uno dei più a sud dell’India! E’ diverso a come ce lo aspettavamo, ma non troppo. Secondo noi se uno deve fare solo due settimane forse è meglio che viaggi in un tour organizzato altrimenti è molto meglio passarci un mese o due ma senza troppe tappe, cercando di entrare in contatto con altre persone sia del luogo sia non.