Il viaggio che rimarrà per sempre nel mio cuore è il primo viaggio nell’isola dello smeraldo, Irlanda on the road. Tre amici, due settimane e un’auto, soprannominata “Patrizia”! Non ricordo più quanti chilometri abbiamo percorso, ma sicuramente non sarebbero mai stati abbastanza: nonostante il freddo e la pioggia l’Irlanda, zitta zitta, si porta sempre via un pezzo di cuore! Oltre all’impegno di guidare tante ore avevamo da superare l’ostacolo della guida a sinistra. Forse vi state chiedendo quanto sia stato difficile abituarsi… guidare “all’inglese” ha causato qualche momento di “disorientamento” (all’appello ci sono un frontale -scongiurato per un pelo!-, un incontro ravvicinato tra specchietti e il restyling di una siepe), ma vi assicuro che è stato anche davvero divertente.
Durante il viaggio abbiamo raggiunto luoghi che non avremmo mai visto se ci fossimo spostati solo con i mezzi pubblici. Abbiamo ammirato paesaggi mozzafiato, provando emozioni indescrivibili… grazie a “Patrizia” e alla nostra voglia di scoprire questo paese da viandanti.
Considerate che in due settimane non abbiamo quasi mai dormito due notti di fila nello stesso posto, tranne rare occasioni, e che la parte più emozionante del viaggio non è legata a una destinazione precisa, ma all’insieme di paesaggi e sorprese che si incontrano viaggiando on the road. Ecco quindi, a grandi linee, l’itinerario che abbiamo seguito: siamo partiti da Dublino ed abbiamo esplorato tutta la costa irlandese in senso antiorario, senza escludere l’Irlanda del Nord. Prima di partire abbiamo soddisfatto il nostro palato con le golosissime tartine, dolci e salate, di Queen of Tarts e non lontano da Dublino ci siamo goduti i magnifici giardini della Powerscout Estate. Ci siamo spinti a sud per visitare il Castello di Blarney e baciare la leggendaria pietra dell’eloquenza. Abbiamo percepito la magia del Ring of Kerry, un percorso autostradale che segna il perimetro della misteriosa penisola di Iveragh. Non ci siamo lasciati sfuggire le famose ed uniche scogliere di Moher (che per quanto possano essere turistiche non perdono mai il loro fascino) e abbiamo lasciato che la signora Windermere ci coccolasse, dimostrando quanto l’accoglienza irlandese possa essere davvero calorosa, in antitesi con il clima dell’isola. Nelle campagne irlandesi siamo riusciti a trovare lo sperduto e bizzarro ostello Gyreum, una eco-navicella spaziale, che non avremmo mai scovato senza l’aiuto della nostra fidata “Patrizia”. Abbiamo vissuto la spiritualità millenaria del Carrowmore Megalithic Cemetery e quella senza tempo delle Cascate di Glencar. Siamo arrivati alla punta più a Nord per osservare lo spettacolo naturale del Giant’s Causeway e, prima di rientrare a Dublino, abbiamo fatto una sosta a Belfast per visitare il piccolo, ma prezioso, Museo di Free Derry nel cuore del quartiere popolare di Bogside, lo stesso in cui potrete ammirare i commoventi murales dipinti dagli artisti locali a metà degli anni ’90. Sono i più popolari dell’Irlanda del Nord e, tra i graffiti politici, sono i più importanti del mondo.
Come vi dicevo quasi ogni giorno abbiamo cambiato ostello o bed&breakfast e il giorno, quando non eravamo in auto a macinare chilometri su chilometri, abbiamo camminato moltissimo: nelle campagne, tra le tombe megalitiche, sulle scogliere. Arrivando alla sera la stanchezza si faceva sentire, pur dormendo ogni sera in un letto diverso nessuno di noi ha mai avuto problemi ad addormentarsi. Nemmeno sentivamo la mancanza della vita notturna: cosa ci importava di stare svegli fino a tardi, quando il giorno avremmo avuto tutto l’oro verde d’Irlanda a disposizione? Questo viaggio ha davvero conquistato il nostro cuore, ma “Sulle Orme dei Leprecauni” non sarebbe mai stato possibile senza le quattro fiammanti ruote della nostra cara “Patrizia”!








Commenti
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a Dublino c’ho vissuto solo 2 mesi ma dell’Irlanda (tutta, non solo la Repubblica) sono innamorato! Prima di trasferirmi a Bangkok era la meta che avevo scelto…
Bel viaggio, el racconto!
del Post
Ciao! Si il tempo a lungo andare forse deprime un po’, almeno così mi raccontavano gli amici che vivono a Dublino da anni, ma è un’isola straordinaria! Che si presta perfettamente ai Road trip!