Barberino e Tignano

Articolo e foto di Alessandro Marazia

Il Chianti…. che meraviglia! Ogni volta che torno in questo posto, non posso fare a meno di rimanere incantato dai magnifici panorami che la natura ha creato in questa terra di olivi e vitigni… e quale giorno migliore può esserci per visitarla se non la giornata dedicata alle Bandiere Arancioni. Se vi state chiedendo che cosa sono le Bandiere Arancioni, vi consiglio di leggere anche questi due articoli che abbiamo pubblicato sulle Bandiere Arancioni.

Dunque dicevamo, domenica 13 ottobre sono partito da Pisa alle 7 del mattino in direzione Barberino Val D’elsa. Dopo essermi perso un paio di volte riesco verso le 8.30 ad arrivare a Barberino. Parcheggio la macchina e mi avventuro alla ricerca (purtroppo vana) di un bar aperto dove prendere un caffè…d’altronde Barberino è un piccolo comune con poco più di 4000 abitanti.

Porta Barberino

Trovo senza neanche cercarlo, il luogo d’incontro scelto dal Touring Club Italiano, e subito vengo accolto con una magnifica sorpresa: il TCI ha preparato per i partecipanti una piccola borsa con tutte le informazioni dei posti che siamo andati a visitare e anche una buonissima bottiglia di vino! “Bando alle ciance”, iniziamo il racconto del tour che ci è stato fatto fare!  Alle 9 del mattino partiamo (io e un’altra trentina di persone insieme agli organizzatori e ai soci TCI) verso il centro storico di Barberino. La nostra guida è un anziano signore che a sentirlo parlare sembra poco più che ventenne: ci racconta della storia di Barberino, nata dalle rovine di Semifonte e legata al nome della famiglia dei Barberini, i quali furono protagonisti delle “gioie e delle sfortune” di questa città.

Come non citare Andrea da Barberino (scrittore de “Il Guerrin Meschino”) o di Maffeo Vincenzo Barberini (noto ai più come Papa Urbano VIII), il quale viene ricordato per gli interventi edilizi e per essere stato protagonista nella vicenda legata all’inquisizione nei riguardi di Galileo Galilei. Entrati nelle mura di Barberino, visitiamo la casa di Francesco da Barberino (inserito anche tra i Grandi nel Pantheon di Firenze), l’ospedale dei Barberini (regalato alla città da Taddeo Barberini), e finiamo la passeggiata ammirando la Chiesa di Barberino (intitolata a Santo Stefano Bartolomeo): questa chiesa fu inaugurata nel 1913 ed è in stile neogotico toscano.

Chiesa di Barberino a Santo Stefano Bartolomeo

Dopo questo piccolo giro turistico e dopo esserci persi cinque minuti a guardare il sole salire all’orizzonte nella campagna chiantigiana, ci rimettiamo in marcia con tanta voglia di camminare in quanto il nostro percorso prevede una scarpinata di 8km prima di arrivare a pranzo.
Durante questa camminata ho avuto il piacere di osservare suggestivi panorami in cui gli elementi che più si presentano sono le vigne, disposte sulle colline in file così perfette e simmetriche, che quasi non sembrano fatte dall’uomo. Ho anche avuto il piacere di parlare con diversi partecipanti alla giornata delle Bandiere Arancioni, scoprendo con felicità che la nostra Italia ha ancora tanto da dare e lo avrà finché gli italiani penseranno con la loro testa.

foto vigneti

Dopo 5 chilometri tra i vigneti, arriviamo nel piccolissimo borgo di Tignano, famoso per conservare ancora l’originale cinta muraria (ovviamente ristrutturata nel corso degli anni). Le prime notizie certe dell’esistenza di questo borgo risalgono addirittura all’undicesimo secolo, e se avete la fortuna di capitare da queste parti nella fine di luglio, potete godervi il Tignano Festival (per l’ambiente e l’incontro tra i popoli), il quale si svolge nell’unica piazza di Tignano e vede ogni anno partecipanti di prestigio come Antonella Ruggiero o Sergio Cammariere.

foto tignano

Abbandonato Tignano ci rimettiamo in marcia e arriviamo dopo quasi altri 3 km nei pressi di Cortine, antico Borgo oggi trasformato in una villa di lusso, dove proseguendo qualche centinaia di metri lungo la strada, raggiungiamo finalmente la Fattoria Casa Sola: la nostra meta per il nostro più che mai desiderato pranzo. La Fattoria Casa Sola è di proprietà della Famiglia dei Conti Gambaro, i quali possiedono questa tenuta da 3 generazioni. Essi sono stati molto disponibili e ci hanno fatto fare un giro della Fattoria, parlandoci della loro attività aziendale e mostrandoci le loro sofisticate cantine.

Fattoria Casa Sola

Dopo tanto parlare anche lo stomaco vuole la sua parte! Una volta seduti a tavola abbiamo fatto un tipico pranzo toscano, con vari affettati e crostini, seguiti da un’ottima ribollita; il tutto accompagnato dai vini buonissimi prodotti dalla Fattoria stessa. To be continued…

Commenti

  1. Pingback: Barberino, il borgo bandiera arancione | 100days

  2. paola

    All’anima della passeggiata! Otto km! Ma a che ora siete andati a mangiare? A parte la sgambata che non tutti si possono permettere, però il post suscita la voglia di una bella gita da quelle parti!

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