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Fort Cochin, la città Indo-Europea


Posted by 100days on 25 Jan 2012 / 6 Comments



 

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In meno di quattro ore, partiti dal Munnar raggiungiamo Fort Cochin, ovvero la città vecchia di Kochi. Fu il primo centro colonizzato dagli europei, divenne infatti la capitale dell’India Portoghese prima che il testimone fosse passato a Goa. In seguito la città passò agli Olandesi, poi finì sotto il regno di Mysore e dopo all’impero Britannico, la particolarità di questo centro è proprio il melting pot di architettura indiana ed europea. Abbiamo prenotato alla “Maison Casero”, una home stay che l’autista non è stato in grado di trovare, ha chiesto decine di informazioni ai passanti e nonostante noi cercassimo di spiegargli dove si trovava la via (grazie a google maps sul cellulare), ormai nel pallone, ci ha lasciato di fronte alla basilica di Santa Cruz, ha cercato un tuk tuk per noi e poi se ne è lavato le mani. Il tuk tuk ci ha portato finalmente a destinazione ma ci ha anche avvisato che quella sistemazione non era adatta a dei turisti come noi, in quel momento non avevamo compreso il motivo e quindi lo abbiamo salutato. La Maison Casero è appunto una home stay, molto spartana e con l’arredo decisamente datato, ma in compenso è pulita e gestita da una coppia molto disponibile e simpatica, non capisco ancora perché l’autista di tuk tuk abbia pensato che fossimo turisti da quattro stelle, a noi questa sistemazione da 600 rupie (9 euro) a notte è andata benissimo!

I luoghi da visitare in questo fazzoletto di terra sono molti, prima di elencarveli c’è da dire che per la prima volta in India mi sono detto: “qui potrei viverci”. Perché Fort Kochi è infondo un paesone in riva al mare, brulica di vita e di negozi, l’architettura delle abitazioni è decisamente europea, l’Indiano del sud è cortese, il traffico non è intenso e passeggiando non vedevo l’ora di girare ogni angolo per scoprire che cosa nascondeva.

Fort Cochin

La prima meta è stata la Vasco da Gama Square. 

Si arriva alla piazza percorrendo la River Rd, ovvero la strada che costeggia il fiume. Da qui è possibile vedere all’opera le reti cinesi (chinese fishing nets), introdotte dai mercanti della corte di Kublai Khan, è l’unico posto oltre alla Cina dove si possono trovare questi grandi bilancini da pesca in tek dall’architettura bizzarra, rigorosamente manovrati a mano, o meglio “a peso”, perché a differenza delle nostre reti, queste vengono calate letteralmente passeggiando lungo il braccio principale. Dopo alcuni minuti vengono tirate su con l’ausilio di pesi e carrucole, un po’ come il sistema utilizzato nelle porte dei garage condominiali.

Reti da pesca cinesi

The Dutch Cemetery

In realtà questo cimitero sembra essere sempre chiuso, è gestito dalla “Chiesa del Sud dell’India”, immagino quindi sia possibile visitarlo internamente chiedendo informazioni alla parrocchia vicina. In ogni caso è ben visibile dal cancello di ingresso e testimonia l’impronta Europea lasciata da coloro che si recarono qui per espandere il territorio coloniale, fu consacrato nel 1724.

Cimitero Olandese

Dutch Palace (Mattancherry Palace)

Fu costruita nel 1557 dai Portoghesi ed offerta al Raja Veera Kerala Varma di Kochi, fu in seguito rinnovata nel 1663 dagli Olandesi. L’interno è impreziosito da splendidi affreschi che ritraggono scene epiche delle leggende Hindu, qui sono custoditi palanchini reali, la mappa Olandese della vecchia Kochi e tutto l’arredo dell’epoca.

Mattancherry Palace

Quando l’abbiamo visitata, all’esterno stavano allestendo il parco per una festa religiosa Hindu, è stato davvero suggestivo percorrere il viale all’entrata sovrastato da migliaia di piccole strisce di carta argentata.

Preparativi festa Hindu a Fort Cochin

Quartiere Ebreo (Jew Town)

Il quartiere è nato quando il  Maharaja di Travancore e Cochin ha offerto riparo alla comunità ebraica, dopo che quest’ultima venne attaccata dagli arabi a causa del monopolio del commercio nel 1524.  La zona si trova di fronte al palazzo del Maharajah ed al termine di una stradina acciottolata (all’epoca) venne costruita nel 1568 la sinagoga, una delle più antiche del Commonwealth. Nel 1662 fu distrutta dai Portoghesi e ricostruita due anni dopo dagli Olandesi, all’interno si trovano pitture del diciottesimo secolo, cuscini e tappeti cinesi ed ovviamente iscrizioni del vecchio testamento. Il quartiere vale la pena di essere visitato, anche se oggi le strade vicino alla sinagoga sono piene di negozi di souvenir.

Sinagoga del quartiere ebreo di Fort Cochin

Mercato delle spezie (Spice Market)

Questa area è veramente interessante, camminando per le strade l’odore delle spezie stoccate nei magazzini è pungente, ad ogni metro ci sono negozi che vendono ogni genere di aroma ayurvedico e da cucina. Fort Cochin come già detto, era un territorio ambito per la sua posizione geografica proprio per il dominio del mercato delle spezie e del tè. Alcuni di questi magazzini lavora fin dal 1500 ed è stato meraviglioso poterne visitare uno che si occupa della lavorazione dello zenzero. All’interno dell’edificio sembra di essere tornati indietro nel tempo, le scale, il mobilio spartano e gli attrezzi da lavoro sono di legno consumato, ci sono sacchi di iuta ovunque ed infondo all’ingresso c’è una gigantesca porta aperta che da sul cortile interno, li giace una distesa di zenzero sotto il sole cocente, che due operai stanno coprendo con della terra bianchissima che sembra calce. Lo spettacolo è davvero accecante! Fatta qualche foto ci hanno invitato a visitare il negozio che si trova al piano superiore, qui vendono ogni tipo di prodotto fatto con lo zenzero, dal tè alle caramelle passando per un particolare tipo di zucchero che sembra essere indicato per i diabetici. Abbiamo assaggiato qualcosa ma senza acquistare niente, si tratta infatti di un negozio per turisti dai prezzi triplicati rispetto alle bancarelle che sono all’esterno.

Spice Market a Fort Cochin

Spice Market a Fort Cochin

Dhoby Khana

Questa lavanderia pubblica è una delle poche rimaste in India ancora in attività grazie al contributo dello stato, che intende mantenere viva questa antica tradizione. In realtà ad oggi, famiglie e strutture portano a lavare i propri capi come in una lavanderia privata, ovvero li consegnano e tornano a ritirarli puliti pagando poche rupie.

Lavanderia pubblica Fort Cochin

Ci lavorano i più bisognosi e lo fanno esattamente come si faceva un paio di secoli fa, ovvero sbattendo violentemente i capi bagnati su una roccia. Una volta asciutti vengono stirati con ferri da stiro non elettrici, visto che i black out sono molto frequenti e duraturi.

Ferro da stiro nella Dhoby Khana

Shri Cochin Jain Temple (tempio Giainista)

L’orario di visita di questo tempio Giainista è dalle 11 alle 12:30. Come in ogni altro tempio di questa religione,  non è possibile introdurre all’interno borse, cibo, acqua, non si possono fare fotografie, le spalle devono essere coperte ed i piedi scalzi… ma non è tutto, durante il ciclo mestruale le donne non sono ammesse, potremmo stare qui ore ad interrogarci su come sia possibile vigilare su questa norma, ma di fatto è vietata l’entrata.

Shri Cochin tempio Giainista

Kerala Kathakali Center

Per vivere la più autentica esperienza del teatro tradizionale del Kerala, potete recarvi in questo centro. Ogni sera dalle 18 alle 19:30 va in scena la tradizionale teatro-danza Kathakali, a seguire invece concerti live di musica classica Indiana. Per chi invece è interessato alle arti marziali, ogni pomeriggio dalle 16 alle 17, i maestri del centro offrono un esibizione. Consigliamo di andarci, non solo perché riteniamo che sia interessante, ma soprattutto perché il centro tiene vive tradizioni che altrimenti andrebbero perdute.

Chiesa di S.Francesco (St. Francis Church)

La chiesa di S.Francesco è la più antica chiesa Europea eretta in India, risale al 1503 e fu voluta dai frati francescani Portoghesi, fu inizialmente costruita in legno e poi eretta di nuovo in pietra. Nel 1779 subì l’intervento degli Olandesi Protestanti ed in seguito fu convertita in chiesa Anglicana dagli Inglesi, oggi invece è amministrata dalla Chiesa del Sud dell’India. Qui fu cremato il corpo di Vasco da Gama nel 1524, anche se i resti sono stati riportati a Lisbona, rimane ancora oggi la sua lapide. Questo è uno dei pochi siti che non ci ha particolarmente entusiasmato dal punto di vista architettonico, ma va detto che essendo Italiani, è stato uno dei pochi luoghi qui in India in cui ci siamo scordati di essere a 5mila chilometri da casa.

Chiesa di San Francesco a Fort Cochin

Sarò forse dissacrante nello scrivere che proprio davanti a questa chiesa, abbiamo assistito ad un evento veramente entusiasmante, una troupe cinematografica stava girando un film! La cosa curiosa è che tutto si svolgeva in tranquillità, non c’era il consueto capannello di persone intorno, qualche curioso, ma composto, un po’ distante e non particolarmente interessato, mentre noi ed altri turisti stavamo praticamente sul set a fotografare all’impazzata qualunque cosa. Ci hanno spiegato che in realtà è un evento comune, la compagnia di produzione è proprio di Kochi e stanno girando un film con giovani star, capita spesso insomma. Noi non ce la siamo sentita di invadere troppo la sfera lavorativa di tutta la troupe, altri turisti invece entravano tranquillamente sul set portandosi a casa una foto con gli attori, che non sembravano per niente infastiditi dalla cosa.

Film in Fort Cochin

Set cinematografico a Fort Cochin, India

I giorni sono passati in fretta e l’esperienza è stata decisamente piacevole, Fort Cochin è ricca di cultura, a misura d’uomo, gli abitanti sembrano abituati ai turisti, per i quali hanno sempre un sorriso da spendere, infine, per la seconda volta qui in Kerala, abbiamo assistito ad una manifestazione di protesta, questa volta per la condizione delle donne. Segnale di una società viva e attiva.

manifestazione femminile a Fort Cochin

L’unico neo è stato un malessere di Kinzica che ci ha costretto a fermarci due giorni in più, ma non tutto il male è venuto per nuocere, abbiamo infatti potuto sperimentare un altra home stay la Chackalakkal, gentilmente consigliata dalla famiglia della prima struttura che non aveva disponibilità per i due giorni seguenti. Chackalakkal ha un rapporto qualità prezzo eccezionale, con 700 rupie a notte e le sue camere moderne, pulite e dotate di balcone è veramente un affare da non farsi sfuggire! Degno di menzione in ambito gastronomico è l’ “Old Courtyard” in Tower Rd, un hotel con un cortile fresco e ben curato, nel quale viene servito dell’ottimo cibo leggermente diverso dalla tradizione Indiana. Come ci ha spiegato il proprietario infatti, il sapore del pesce si deve sentire, non può essere soffocato dal masala, noi siamo pienamente d’accordo, ma se desiderate provare qualcosa di più tipico, la scelta è molto ampia, in ogni strada c’è un ristorante da sperimentare!



6 Comments


Paola
4 months ago

(Reply)



Sud dell’India decisamente più attraente per viverci…

    100days
    4 months ago

    (Reply)



    Si! Molto umida, ma a parte questo è decisamente un posto che vale la pena visitare e vivere.

Kodanad ed il bagno agli elefanti | 100days
4 months ago

(Reply)



[...]  Kodanad è un villaggio rurale lungo il fiume Periyar, a circa 60 chilometri da Fort Cochin, quello che attira turisti di tutto il mondo e spesso anche troupe cinematografiche, è il suo [...]

zioluciano
4 months ago

(Reply)



non so se è per via del fatto che a poco a poco vi state abituando all’ambiente “indiano” o se veramente ed oggettivamente il sud sia piu vivibile, ma mi pare che stiate godendo piu serenamente questa entusiasmante esperienza

    100days
    4 months ago

    (Reply)



    No, è effettivamente più vivibile! Gli stessi Indiani del Sud ci dicono che spesso hanno problemi con gli Indiani del Nord che vengono in vacanza (quindi nemmeno della fascia povera) ovviamente ci staranno dietro un po’ di stereotipi… un po’ come il Nord e il Sud nostro, ma al contrario!

Ooty e Toy Train | 100days
4 months ago

(Reply)



[...] eravamo rimasti? Eravamo a Fort Cochin e consultando Google maps sembrerebbe piuttosto semplice ed immediato raggiungere Mettupalayam [...]


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